Fondazione Italiana Accenture

Intervista a Bruno Ambrosini, Segretario Generale Fondazione Italiana Accenture


Accenture è un grande gruppo che si occupa di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing. Tra le principali iniziative da voi realizzate, certamente degna di nota è la costituzione della Fondazione Italiana Accenture. In quali campi opera la Fondazione?
Creata nel 2002, fa parte del network di Fondazioni nei Paesi in cui Accenture è presente. La Fondazione Italiana Accenture realizza progetti concreti a favore della collettività, senza scopo di lucro, con chiarissime finalità sociali e con l’obiettivo di promuovere l’innovazione, operando in tre ambiti specifici: sviluppo sostenibile, per la promozione di una cultura che incoraggi una condotta etica, il rispetto delle norme sociali e il miglioramento del benessere della società civile; cultura digitale, per la conservazione, fruizione e diffusione del patrimonio artistico e culturale; educazione dei giovani, attraverso la diffusione e la conoscenza delle nuove tecnologie.

“ideaTRE60” è il social media creato dalla Fondazione Italiana Accenture attraverso cui condividere idee e realizzare progetti di pubblica utilità, basati su soluzioni tecnologiche avanzate. Come nasce questo nuovo spazio di condivisione e in che cosa si differenzia rispetto ad iniziative simili, come ad esempio il “Progetto Kublai”?
Nel corso degli anni, su impulso del suo Comitato degli Esperti, la Fondazione ha realizzato diverse iniziative di successo. Tuttavia, volevamo fare di più. Volevamo rendere protagonista la collettività già nell’identificazione dei progetti di cui sarà poi destinataria, volevamo cambiare la prospettiva. In particolare volevamo accelerare l’ondata di cambiamento attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici web 2.0. La filosofia di ideaTRE60 si fonda su una concezione precisa, e crediamo anche originale, di cosa sia la “social innovation”. Geoff Mulgan, in un report realizzato per la Said Business School di Oxford, propone la seguente: “Si ha innovazione sociale quando nuove idee che funzionano (‘new ideas that work’) danno soluzioni a bisogni sociali ancora insoddisfatti.” Ma l’aggettivo ‘sociale’ ha anche un altro significato che a noi interessa: indica il ruolo attivo e collaborativo di persone e organizzazioni nella realizzazione concreta dei processi di innovazione. Per questo motivo abbiamo messo al centro di ideaTRE60 l’Area Concorri, attraverso la quale noi proponiamo alle organizzazioni pubbliche e private una modalità innovativa di costruire e gestire i propri programmi di Sostenibilità e Responsabilità Sociale, un vero e proprio salto di paradigma. Al “Progetto Kublai” ci accomuna, quindi, il desiderio di offrire ai talenti creativi un’occasione per esprimersi, l’intento di educare alla progettualità, l’utilizzo di strumenti 2.0 e la presenza sui social network. Gli elementi che, a mio avviso, ci distinguono si esprimono nella nostra modalità di raccolta delle idee, tramite i concorsi on line; nell’utilizzare i concorsi come strumenti per l’attuazione di politiche di CRS di Aziende ed Enti, ma, soprattutto, la caratteristica fondamentale della nostra attività è che le idee vincenti realizzate dalla Fondazione, devono avere chiare finalità sociali. ideaTRE60 chiede, infatti, il contributo intellettuale di chi ha talento e passione, a favore della collettività. Chiede ai giovani di mettere a disposizione, oggi, i loro talenti, per costruire assieme il futuro di tutti.

Nel proprio manifesto, “ideaTRE60” afferma di proporre “un nuovo approccio alla Responsabilità Sociale d’Impresa, fondato su un coinvolgimento attivo degli stakeholder”. Come si realizza nella pratica questo nuovo orientamento alla responsabilità sociale applicata al mondo delle imprese?
Il payoff di ideaTRE60 recita: “il luogo dove le idee accadono”. Questo è possibile grazie alla struttura del social media: le sue tre aree – Concorri, Sostieni e Condividi – facilitano l’incontro tra aziende, istituzioni pubbliche e private alla ricerca di progettualità innovativa per le loro politiche di CSR, e i talenti ad alto potenziale, gli innovatori, le start up, che necessitano di risorse economiche, umane e tecnologiche, per trasformare le loro idee in progetti concreti a vantaggio della collettività. Attraverso i concorsi per idee, che si svolgono online nell’Area Concorri, le Aziende e le Istituzioni sollecitano la community a proporre idee che rispondano a dei bisogni sociali concreti, impegnandosi a realizzare la migliore.  Gli stakeholder, partecipando al concorso per idee, diventano veramente protagonisti attivi delle politiche di CSR aziendali e, grazie ad ideaTRE60, si realizza questo obiettivo con un processo strutturato, efficiente e fortemente coinvolgente perché non più canalizzato in un processo comunicazionale ad una via.  Ci auguriamo che in tempi brevi, ideaTRE60 diventi il punto di incontro fra tutte le organizzazioni disponibili ad accettare la sfida di programmi di “Sostenibilità 2.0” e gli innovatori, i ricercatori, tutti quei talenti, insomma, che troppo spesso oggi restano inespressi per mancanza di occasioni concrete.

Quali sono dal vostro punto di vista le principali esigenze espresse, oggi, dalla aziende – sia grandi che piccole – in materia di responsabilità sociale d’impresa?
La consapevolezza del coinvolgimento attivo degli stakeholder (comunità locali, dipendenti, giovani talenti, clienti, fornitori, ecc.) per realizzare politiche efficaci di responsabilità sociale, sta prendendo sempre più piede presso le Aziende.  Sono quindi le aziende stesse che non si accontentano più, ad esempio, di piantare degli alberi per compensare le emissioni di inquinamento. Devono dimostrare, attraverso le loro politiche di CRS, di avere a cuore il benessere collettivo, e quale modo migliore se non coinvolgere la collettività da subito, dall’identificazione e condivisione delle azioni da compiere? Ed è proprio a questo bisogno di “dialogo” che risponde ideaTRE60: la nostra piattaforma vuole appunto proporsi come il luogo in cui le idee si generano e quindi accadono grazie all’attivazione delle grandi riserve di intelligenza collettiva che troppo spesso restano inespresse per mancanza di occasioni concrete. I risultati del primo concorso lanciato su ideaTRE60 “Alimentarsi bene, Vivere meglio” ci hanno dato ragione: 115 idee progettuali raccolte, tutte di ottima qualità ed estremamente diversificate, sostenute da un vivacissimo dibattito che si è svolto sia sul forum attivato sulla nostra piattaforma, sia sulle nostre pagine Facebook e Twitter, oltre che durante i barcamp organizzati presso il Politecnico di Milano e l’Università Tor Vergata di Roma.

La Fondazione Italiana Accenture ha realizzato importanti iniziative anche nel campo dell’arte e della cultura, come il “Progetto DAM”. Potrebbe descrivere la natura del progetto e il ruolo svolto dalla vostra azienda?
L’acronimo DAM gioca con un doppio significato: Deposito Archivi Magazzini e Digital Asset Management e si riferisce al progetto che la Fondazione ha realizzato per il Teatro alla Scala con l’obiettivo di dotarlo di un sistema integrato che consente di acquisire, classificare e rendere fruibili in forma digitale i propri “beni” e archivi. Si è partiti dall’archivio delle registrazioni musicali in quanto i supporti su cui venivano fatte le registrazione storiche della Scala a partire dagli anni ‘50 erano su nastro magnetico, quindi a rischio di deterioramento. Da lì si è passati alla digitalizzazione di tutti gli archivi: fotografico, scenografico, bozzetti, inoltre, con l’aiuto degli studenti del Laboratorio di informatica musicale dell’Università di Milano, abbiamo anche digitalizzato i costumi di scena (circa 30 mila) e gli oggetti di scena (circa 90 mila). Il secondo step è stato creare il “Digital Asset Management”, un sistema che interconnette tutti gli archivi, e che permette oggi alla Scala, di realizzare le nuove produzione, richiamando ad esempio direttamente sullo schermo un costume storico, come quelle usati dalla Callas, e partendo dal modello originario, rimodellarlo per crearne uno nuovo. Non solo, abbiamo anche creato un link tra gli archivi digitalizzati e il sito web della Scala, permettendo così la realizzazione di tutta una serie di applicazioni multimediali. Il Progetto DAM ha dato poi il via ad altre iniziative che hanno utilizzato in maniera innovativa le tecnologie ICT, come, ad esempio, la mostra tenutasi a Roma su Antonello da Messina e due mostre di Modigliani una a Roma e l’altra a Mosca.

Cosa vi ha spinto a relazionarvi con i mondi dell’arte e della cultura?
La Fondazione ha ereditato da Accenture l’attenzione all’utilizzo innovativo delle tecnologie. Crediamo, infatti che grazie alla tecnologia sia possibile da un lato preservare lo straordinario patrimonio artistico esistente in Italia, dall’altro diffonderlo e farlo fruire al meglio.